COME CI SI APPROPRIA DEL REFERENDUM di Ferruccio Grechi


Riflessioni di un uomo libero non condizionato da media e talk show

Per una volta Di Pietro si è comportato correttamente riconoscendo che l’esito dei referendum non spetta ai partiti, ma ai vari movimenti che li hanno fortemente voluti e propagandati.

Di contro Vendola e Bersami  e Fini li hanno subito strumentalizzati a loro favore contro Berlusconi ed hanno cercato di appropriarsene i meriti

Personalmente, pur approvando per principio il SI, non li ho votati per un motivo semplicissimo: è come chiedere ai bambini se vogliono una caramella alla menta, senza dirgli che contiene arsenico e fornirgli un antidoto.

Mi spiego meglio; i nostri acquedotti perdono circa il 45% delle risorse idriche per difetto di manutenzione da parte degli Enti preposti; se a ciò si aggiunge che lasciamo i rubinetti aperti  inutilmente, anziché usare quelli a pressione, ed utilizziamo acqua potabile per qualsiasi uso dall’agricolo all’industriale si arriva ad avere un costo dell’acqua, bene indispensabile, sproporzionato ed in molte regioni necessita razionarla anche se le stagioni sono state piovose.

Come tutti i prodotti anche l’acqua è soggetta al mercato della richiesta e dell’offerta: più se ne consuma e meno ne resta in riserva, più costa.

Gli Enti erogatori del servizio pubblico, si affidano ad appalti esterni per la manutenzione della rete.

Se, come è giusto, si chiede loro di intervenire sulle perdite, necessita che esista anche un polmone finanziario che permetta di commissionare i lavori, dato dagli incassi sui consumi.

Pertanto poco cambia sul prezzo al consumo se viene appaltato tutto il sistema idrico o solo una parte dello stesso; forse con una liberalizzazione avremmo potuto avere qualche vantaggio effimero come avviene per luce e gas.

Di certo i milanesi ci avrebbero rimesso, perché il cartello che si sarebbe formato ci avrebbe imposto lo stesso prezzo della Lucania o di altre zone aride con acquedotti fatiscenti.

Per quanto riguarda il nucleare, vale lo stesso discorso delle discariche e dei termovalorizzatori: tutti li vogliono a casa degli altri, ma nessuno arriva ad integrare le lampadine con le fotocellule nella propria casa per risparmiare od ad evitare carichi di picco per l’accensione contemporanea di diversi elettrodomestici od ad utilizzare altri metodi di risparmio energetico.

Abbandonare il nucleare, e sono d’accordo, senza predisporre un piano immediato alternativo, davanti a consumi sempre più in crescita, porta solo a dover importare sempre più energia.

Qualcuno si è chiesto come smaltiremo i pannelli fotovoltaici? Seppellendoli come facciamo per i rifiuti tossici o gettandoli in mare, oppure nascerà una nuova filiera come per lo smaltimento dell’amianto?

Se è vero che la trasformazione delle culture parte da un movimento di pensiero, quasi sempre giovanile, per lentamente prendere una forma politica e poi quella legislativa, possiamo pensare che questa sia una vittoria che verrà poi rimanipolata per i propri interessi dai politici

Circa l’ultimo referendum sul legittimo impedimento avrei votato NO lasciando il testo attuale che già pone delle limitazioni perché sicuramente verrà riproposto in qualche altro modo bizantino.

Oggi la vittoria di questa battaglia è solo delle forze ambientaliste, i politici di destra e di sinistra sono i veri sconfitti perché vogliono cavalcare l’onda senza partorire soluzioni per il futuro

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