MILANO DESTATI ! di Ferruccio Grechi


Riflessioni di un uomo libero non condizionato da media e talk show

Mercoledì 18/5/2011,

Spesso usiamo l’aggettivo ignorante in termini dispregiativi, senza pensare che questo termine deriva dal verbo ignorare, che significa non conoscere e non è per niente dispregiativo.

Ed è proprio perché non mi piace fidarmi delle impressioni che ho scaricato e letto 2 volte il programma della sinistra radicale di Pisapia.

In linea concettuale, tratta temi sentiti dagli elettori sbandierati un pò da tutti i politici con la variante di attirare immigrati e ricercatori da altri Paesi.

Agli immigrati si propone la cittadinanza in tempi brevi; ai ricercatori posti e fondi che allo stato attuale scoraggiano anche  le nostre menti migliori e le fanno emigrare.

Eppure esiste una altra contraddizione: vogliamo un libero mercato ed una concorrenza  e ci viene proposta una variante dello STATO IMPRENDITORE in ENTE CONTROLLORE.

Di certo  il concetto di Pool e di Cooperazione non fa parte del retaggio italiano dove tutti vogliono emergere in prima persona utilizzando il detto “ armatevi e partite” con l’eccezione delle Cooperative rosse e bianche.

Ebbene in questo programma si cela tra le righe un marketing occulto di controllo del territorio.

Non si invita a formare gruppi di lavoro e studio autonomi ed indipendenti sostenendoli con aiuti economici a fondo perso, gli si prospetta di aderire ad un programma in cui è l’ Ente Istituzionale il controllore ed il promotore mentre si delega a terzi il metterci le risorse finanziarie.

Devo dire che questo paradosso mi ha colpito moltissimo perché è sicuramente in controtendenza allo snellimento della burocrazia, anche se viene definito come uno snellimento delle procedure.

Il Comune di Milano, non è solo un Organo Amministrativo e Politico in cui gli eletti dalla cittadinanza dovrebbero rappresentare la voce della collettività; per operare necessita di Commissioni, Consulenti, Dirigenti ed Aziende profit proprie.

Orbene nel toto elezioni le cariche più ambite e retribuite riguardano proprio questi ruoli che sfuggono alla opinione pubblica, ma permettono di esercitare un grosso potere ben retribuito con contratti sicuri.

Nei Paesi anglosassoni chi governa normalmente oltre a portare il suo staff decide anche gli incarichi dirigenziali ed impiegatizi e quando perde il consenso tutti vanno a casa, esattamente il contrario di quello che avviene in Italia: chi ha il mandato di governare è obbligato ad avere collaboratori che remano contro.

A mio avviso il programma presentato non riduce questa inflazione dilagante, anzi la aumenta creando nuove strutture.

Tutto ciò non mi indispettisce più di tanto, il potere da che esiste il mondo ha sempre dovuto creare qualcosa di nuovo, spacciato per innovativo, per creare posti ai propri sostenitori ricambiando così la loro lealtà temporanea nella loro attesa perenne di vendersi al migliore offerente.

Il programma si prefigge di intervenire su tutto, nulla escluso ed anche se è convincente pecca su due punti basilari: con quali costi ed in quanto tempo.

Se ogni voce fosse stata oggetto di un piano di fattibilità reale, penso a qualche anno di studi e diversi di più per le verifiche e le messe a punto, indicherebbe dove trovare le risorse finanziarie adeguate.

La sinistra ha già più volte ventilato il come ed ha dimostrato in passato di saperlo fare.

In Italia invece di studiare il “de res publica” di Socrate, non essendo un paese totalitario, di certo non si è usato il cosidetto “libretto rosso”, ma gradatamente  si sono esercitati su studenti e lavoratori forme indirette di indottrinamento e di orientamento politico .

Non è difficile cavalcare la tigre dello scontento e convincere un operaio, un disoccupato, uno studente, un precario, un pensionato e chiunque si trovi in stato di necessità che la classe dirigente attuale è ladra ed affamatrice.

Risulta invece molto più difficile effettuare piccoli passi di riforme che alterano uno status quo acquisito e privilegi di casta e/o di categoria.

La situazione attuale ed il sistema rappresentano una polveriera a rischio esplosione; la parola diritto ha ofuscato ed annullato il suo completamento duale naturale: il dovere, generando un malcontento diffuso ad ogni livello ed ingigantito l’arte di arrangiarsi, pur di sopravvivere egoisticamente.

Il passo verso una rivoluzione non è molto lungo; utilizzare la violenza ed il diverbio anziché il dialogo ed il capirsi lo accorcia ancora.

Vorrei solo ricordare che ogni rivoluzione, dopo i primi momenti di caccia all’untore, uccide i suoi figli.

Nel 68 e nel 92 abbiamo distrutto senza prima creare le basi per una rinascita e ne abbiamo pagato lo scotto.


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Comments
4 Responses to “MILANO DESTATI ! di Ferruccio Grechi”
  1. GIANNI PERNIOLA ha detto:

    Un classico all’italiana
    E’ sempre meglio, denigrare ,un antagonista, avversario, . o peggio ancora un nemico politico,
    che usare, toni concilianti ed educativi, ponendo , consigli utili alla collettiviità, se si pensasse invece come eliminare il precariato, da ignobili speculatori, come dare risposte alle centinaia di migliaia di giovani senza futuro , scuola allo sbando , sanità alle pezze, e tantissime cose che non vanno.
    Noi staremmo certamente meglio e senz’altro meno polemici..
    un cordiale saluto a destra a sinistra e al centro, finendo con una massima
    LITIGARE E’ FACILE AVERE BUON SENSO E PIU’ DIFFICILE
    GIANNI PERNIOLA SEGRETARIO POLITICO
    DEL PARTITO DEI LAVORATORI E PENSIONATI

    • ciaglia ha detto:

      sono d’accordo per la prima parte
      per la seconda ritengo che sia molto difficile porvi rimedio anche se ciò mi rattrista
      abbiamo voluto un istruzione evoluta per tutti ed abbiamo rifiutato lavori più umili delegandoli agli immigrati:
      uno spazzino, pardon operatore ecologico, ha una busta paga lorda di almeno 1.200 euro, un precario di 600
      una cameriera, pardon collaboratrice domestica, di oltre €8/ora, un operatore di callcenter di 2,5
      Se non si diventa tutti imprenditori di se stessi assisteremo sempre più alla illusoria ricerca del posto fisso e dell’assistenza di stato o della mamma e papa finché dura
      In America si assume e licenzia dalla mattina alla sera secondo il lavoro in portafoglio
      il turnover di chi ha poca voglia di impegnarsi è costante, mentre chi vale conserva il posto
      Nell’ultima crisi abbiamo visto manager adattarsi ai lavori più umili pur di guadagnare qualcosa
      da noi pretendiamo gli ammortizzatori sociali a vita, la casa e la sicurezza del weekend
      Quando si imparerà a costruirsi da soli impegnandosi seriamente e professionalmente?

  2. faberfabio ha detto:

    Nel 92 abbiamo distrutto senza creare… è vero, infatti è sorto il berlusconismo che è l’antitesi del nuovo, più che esatto. Dunque? La Moratti, sindaco appoggiato da Berlusconi e al suo servizio, cosa è? Mi chiedo a questo punto perché continuare nell’errore di perpretare il vecchio che dopo il 92 si è trascinato sino ad oggi. Il programma di Pisapia è così terribile? Eppure per la Moratti parlano i fatti, ed è su quelli che gli elettori l’hanno giudicata. Mentre su Pisapia non c’è una controprova.

    • ciaglia ha detto:

      Quando si propone una panacea per tutti i mali, sotto c’è la fregatura
      Il centralismo del potere ed il controllo su tutto significa posti solo per gli attivisti
      Circa poi un programma senza cifre, tempi di realizzo ed esempi concreti della fattibilità, poi è demagogia sterile
      Berlusconi ed anche la Moratti hanno proposto dei dati che nessuno si è letto

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